
Nonostante l’inventore della trasmissione radio fu un italiano, il noto Guglielmo Marconi, in Italia la radio trovò inizialmente delle difficoltà a diffondersi al di fuori dell’ambito militare: nel 1910 una legge sancì il divieto di usare la radiodiffusione per scopi civili. Sotto il Fascismo, fortunatamente, il destino della radio in Italia prese un’altra direzione e ottenne notevole successo.
Gli esordi radiofonici italiani
Appunto durante il Fascismo, il ministro Galeazzo Ciano intuì le potenzialità del mezzo radiofonico e nel 1924 venne fondata a Roma la prima emittente, l’Unione Radiofonica Italiana. Negli stessi anni fu istituito il monopolio di stato sulla radiodiffusione per evitare la nascita di stazioni private.
Lo stesso Mussolini fece un largo uso di questo “nuovo” mezzo di comunicazione, al pari degli altri importanti statisti del mondo occidentale.
Dopo il successo degli anni 30’ e dopo la seconda guerra mondiale, nell’Italia libera nacquero finalmente anche le radio libere e private. Con il boom economico degli anni 50’, l’abbassamento vertiginoso dei prezzi degli apparecchi permise la massiccia diffusione delle radio in tutte le case. Dal 1949 fino alla fine degli anni 70’, il monopolio sulla radiodiffusione venne mantenuto dalla Rai, ma come accadde per la televisione, alcune leggi permisero la nascita di emittenti radiofoniche nazionali private.
Lo sviluppo delle radio private
Una volta abbattuto il monopolio della Rai, iniziarono a proliferare le radio private nazionali e locali, che riscossero un grande successo di pubblico.
Oltre alla diffusione delle emittenti private, contribuì al successo la diversificazione di stile e contenuti delle varie radio: dagli anni 80’ in poi nacquero numerose emittenti, sia pubbliche che private, dedicate a temi, generi musicali ed età differenti.
Negli anni 90’, alcune radio si unirono in network e ciò comportò la scomparsa di alcune emittenti che vennero inglobate in unità più grandi e con maggiore disponibilità economica.
L’ultima evoluzione che ha riguardato anche le emittenti italiane, è la nascita delle web radio: alcune radio sono ascoltabili solo su internet, in quanto nate e sviluppate per il web, mentre altre conservano la trasmissione via etere insieme a quella via web.
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